Ore 8:15, Ginevra, Parc des Bastions. Sotto una pioggerellina fine attraverso il parco, tra foglie secche e tende di “indignés”. Riparato da un telo un baldo giovine suona allegro la sua chitarra. Mentre gli passo vicino mi guarda e mi sorride (beffardo?). Io non ricambio e tiro dritto per andare al lavoro, con un ‘immagine che mi ronza in testa: quella di una cicala che passò l’estate a cantare. E poi, un giorno, venne l’inverno.