Tutto questo per la precisione
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Propositi
Sarà che è arrivato Toni, sarà che sta per arrivare “Fluoro Fluores” (uno che, non par vero, segna pure meno di Toni) o forse semplicemente sarà che mi sono scordato di fare il classico proposito di inizio anno. Sia come sia, rimedio subito a quel che posso, ahimè, rimediare.
P
rometto solennemente che quest’anno leggerò I promessi sposi. Non è granché, lo so, però Torres o Rooney sono fuori dalla mia portata. E poi sono al quarto tentativo di lettura, se non ce la faccio questa volta mi faccio ricoverare in comunità.
M’ha sollecitato una frase di Giovanni Testori, letta alla mostra Testori a Lecco, promossa dall’Associazione Testori (avete tempo fino al 30 gennaio…):
“In effetti, che il romanzo del Manzoni sia una “storia della pazienza”, lo si evince anche dal cammino che vi svolgono personaggi i quali, lì per lì, sembrerebbero e, come tali, in realtà, al loro apparire e nel loro agire, ci si mostrano, sommamente “impazienti”; e “impazienti” nell’ordine (che è poi un disordine) del male, del sopruso e del delitto.”
Quando poi ho scoperto, leggendo tutto il saggio di Testori (si tratta dell’introduzione all’edizione fatta da Mondadori nel 1984) che molto probabilmente
“la ragione per la quale, lungo il tempo, quell’assoluto e circolare monumento che sono I promessi sposi, è stato, ora letto, ora evitato, ora accolto, ora rifiutato, ora amato, ora odiato, e tuttavia sempre senza possibilità di generare attorno a sé l’ambigua atmosfera dell’indifferenza, abiti nell’aver fatto arteria, centro e pilastro del proprio essere “romanzo”, una delle virtù più difficili; forse perché delle più quotidiane e, all’apparenza, delle più normali e, persin, normative: cioè a dire, la “pazienza”,
mi sono definitivamente convinto.
Il senso del ridicolo
L’editore francese P.U.F. pubblica una celebre collana intitolata “Collection premier cycle”. La peculiarità? Suo malgardo ridicolizzare gli autori. Vedere per credere. E se volete, esiste anche un gruppo Facebook “Traumatizzati dalle copertine della collana PUF“.
Chessex: molto rumore… per guadagnare di più.
Uscirà domani in Francia, e il 7 in Svizzera, Le Dernier crâne de M. de Sade l’ultimo romanzo dello scrittore elvetico Jacques Chessex. La diffusione all’interno della Confederazione è però avvolta dalla polemica. Il libro uscirà infatti “incellofanato” e munito di adesivo con l’indicazione: “Riservato agli adulti”. Il motivo? Il contenuto di alcune scene giudicate pornografiche. L’editore francese Grasset si scaglia contro il provvedimento che giudica come una “grande ipocrisia”.
Sarà, ma alla fine il tutto mi sembra (voluta o meno) una bella pubblicità gratuita. E poi, vuoi mettere poter sfoggiar sul tavolino del salotto un libro “proibito”?!
Chi è l’ipocrita?
La versione di Barney
Un ebreo un po’ atipico (Mordecai Richler) che racconta la storia di un altro ebreo mooooolto atipico (Barney Panofsky). Dov’è la novità? Che il racconto è politicamente scorrettissimo! Imperdibile.