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Love Story
“Positivamente parlando, ieri è stata la serata di Zarate. Nel deserto dell’Olimpico Maurito è tornato a brillare. Per lui c’era però una fan speciale in un palchetto della tribuna, il suo amuleto: la fidanzata Natalie. La modella argentina racconta Zarate fuori dal campo: “Ha sofferto tanto per come è andata la passata stagione con la Lazio”. La Weber confessa: “Abbiamo parlato spesso di matrimonio. Già m’immagino d’indossare l’abito bianco e di dirigermi all’altare fissando lo sguardo di Mauro. Ma non voglio bruciare troppo le tappe“. Un passo alla volta, ma c’è già l’idea di mettere su famiglia: “Il nostro è amore al 100% e sappiamo che durerà. Nei progetti c’è quello di avere un bambino“.
La bellissima mora argentina ha già raggiunto Zarate a Roma: “Non mi sarei mai immaginata lontana da casa, ma ora senza Mauro non potrei vivere. Nei 20 giorni del suo ritiro ad Auronzo, ho dormito abbracciata a mia madre perché sentivo troppo la sua mancanza“. Quel primo bacio l’ha stregata: “Inizialmente lo feci penare. Mauro venne a guardarmi al teatro, ma non si avvicinò. E’ molto timido, si fece dare il mio numero e iniziò a chiamarmi. Io gli dissi addirittura di cancellarlo. Lui fu tenace e, grazie a mia madre, mi convinse a venire in Italia. Arrivai a Roma, mi diressi direttamente a Formello e rimasi a bordocampo. Quando lo vidi tutto sudato e a petto nudo, rimasi incantata. Lui alzò lo sguardo, mi raggiunse correndo e lì stesso mi stampò un bacio sensuale. Provai un brivido lungo il corpo“. Un amore semplice. “Non ci piace la mondanità – confessa la modella – e, insieme, siamo felici con poco. Ci basta guardare un film mangiando biscotti“.
Da Repubblica.it
Furto da 10 centesimi: i giudici al lavoro da 5 anni…
Per il furto di un cappelletto d’auto (il cappuccio a vite che chiude la valvola per la pressione dello pneumatico, del valore di non piu’ di 10 centesimi) un imprenditore edile settantenne di Cagliari e’ in attesa di una sentenza da cinque anni.
L’autista di una delle auto della sua azienda ha svitato un cappelletto da un’auto parcheggiata vicino ma e’ stato notato da una impiegata di banca che ha presentato una denuncia mentre il proprietario del mezzo aveva deciso di soprassedere.
Il fatto – raccontato dal quotidiano L’Unione Sarda – e’ accaduto il 30 settembre di cinque anni fa quando davanti ad una banca di Cagliari per un parcheggio conteso e per far dispetto all’altro automobilista un uomo ha rubato un cappelletto dal mezzo e si e’ allontanato.
Il proprietario dell’auto ha deciso di lasciar perdere ma una impiegata della banca, che dalla finestra ha visto tutto, prende il numero di targa e informa prima l’automobilista ”derubato”, che ritiene di far finire li’ la vicenda, e quindi i carabinieri.
Il pm dopo aver verificato che non vi era denuncia di parte ne’ che era opportuno dar vita ad un processo per una inezia del genere ha chiesto l’archiviazione ma il Gip ha ritenuto che fosse un furto aggravato ed essendo l’auto su una pubblica via il reato andava perseguito d’ufficio.
Cosi’ si instaura un procedimento che, fra un giudice e l’altro e dopo alcuni rinvii, e’ giunto a ieri quando in aula il ”derubato” ha confermato di non aver presentato denuncia e di non importargli chi abbia preso il tappino. L’udienza e’ stata aggiornata, forse per la sentenza, al prossimo novembre.
Tingi il tuo cane
In Cina impazza una nuova moda: dipingere il proprio cane. C’è chi decide di tingerlo come se fosse un’animale esotico. Qui la versione “Tigre” e “Panda”.
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C’è poi chi preferisce la versione Multicolor.
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Anche se alla fine il risultato non è sempre dei migliori…




Sapienza che vai…
ottobre 18, 2011 alle 14:28 · Archiviato in No Comment ed etichettato con: Ratzinger, rocco siffredi, Università
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