Tutto questo per la precisione

Tassonomico, non nozionistico

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Indiana Putin?

Come avrete sicuramente già letto, Putin facendo il sub nel Mar Nero avrebbe ritrovato due anfore greche. Casualmente aveva predisposto riprese subacquee, casualmente ritrova delle anfore  che, sempre casualmente, dopo secoli immerse nel mare sono più che pulite. Mah… secondo me sono meno finte le tette di Pamela Anderson

Il ritorno del Malaka

Anche se nessuno ne sentiva mancanza… e ieri s’è capito perché.

Voto CdS: 4.

Qui la classifica aggiornata.

Propositi

Sarà che è arrivato Toni, sarà che sta per arrivare “Fluoro Fluores” (uno che, non par vero, segna pure meno di Toni) o forse semplicemente sarà che mi sono scordato di fare il classico proposito di inizio anno. Sia come sia, rimedio subito a quel che posso, ahimè, rimediare.

Prometto solennemente che quest’anno leggerò I promessi sposi. Non è granché, lo so, però  Torres o Rooney sono fuori dalla mia portata. E poi sono al quarto tentativo di lettura, se non ce la faccio questa volta mi faccio ricoverare in comunità.

M’ha sollecitato una frase di Giovanni Testori, letta alla mostra Testori a Lecco, promossa dall’Associazione Testori (avete tempo fino al 30 gennaio…):

“In effetti, che il romanzo del Manzoni sia una “storia della pazienza”, lo si evince anche dal cammino che vi svolgono personaggi i quali, lì per lì, sembrerebbero e, come tali, in realtà, al loro apparire e nel loro agire, ci si mostrano, sommamente “impazienti”; e “impazienti” nell’ordine (che è poi un disordine) del male, del sopruso e del delitto.”

Quando poi ho scoperto, leggendo tutto il saggio di Testori (si tratta dell’introduzione all’edizione fatta da Mondadori nel 1984) che molto probabilmente

“la ragione per la quale, lungo il tempo, quell’assoluto e circolare monumento che sono I promessi sposi, è stato, ora letto, ora evitato, ora accolto, ora rifiutato, ora amato, ora odiato, e tuttavia sempre senza possibilità di generare attorno a sé l’ambigua atmosfera dell’indifferenza, abiti nell’aver fatto arteria, centro e pilastro del proprio essere “romanzo”, una delle virtù più difficili; forse perché delle più quotidiane e, all’apparenza, delle più normali e, persin, normative: cioè a dire, la “pazienza”,

mi sono definitivamente convinto.

Diario Americano 1

Il cugino Sam è felicemente sbarcato a NY. Ecco la sua prima fotografia.

So che ha sempre un po’ la stessa faccia, ma che volete che vi dica? Il cugino Sam non è molto espansivo e convive con 2-3 espressioni facciali.

Lo strano caso del Principato di Seborga

Seborga, antico borgo ligure, apparemtemente una cittadina italiana come altre, è in realtà un principato. Questo almeno l’opinione dei suoi abitanti che dichiarano con fierezza, sul sito ufficiale del principato, che il loro è uno : “Stato Sovrano sin dall’anno 954 d.C. [...] mai annesso dall’Italia e mai lo sarà.”

Lo Stato italiano, evidentemente non riconosce il Principato che comunque dal 1963 elegge un principe. Eletto da tutti i possessori della carta d’identità del Principato di Seborga, il principe regna fino alla sua morte. Finora il sedicente staterello ha solamente due principi: Giorgio I (1963-2009) e il neo eletto Marcello I.

Il novello principe, al secolo Marcello Menegatto (qui sopra subito dopo la sua elezione), è un imprenditore edile di 31 anni residente in Svizzera.

Direi a giusto titolo nella categoria Mit(oman)i

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