Tutto questo per la precisione
Tassonomico, non nozionisticoArchivio per Cugino Sam
Diario Americano 4: Indipendence day.
Con un po’ di ritardo posto l’ultima lettera di mio cugino Sam.
“Caro cugino, come sai qua il 4 luglio e’ grande festa: the indipendence day!
Come sempre per entrare nello spirito della popolazione locale ho deciso di andare in un paesino sperduto nella campagna new yorkese per andare a vedere i fireworks! Infatti qua tipicamente la sera del 4 Luglio si organizzano feste popolari (molto simili alle nostre di Talas, ma al posto di bere Bozo e Arac, qua bevono Coca Light e Ginger Ale) si fanno dei grandi fuochi di artificio.
Beh, all’inizio e’ stato un po deludente perche’ gli americani si eccitavano tutti con dei fuocherelli che noi in Kirghizistan facciamo per scaldarci di inverno… poi pero’ e’ arrivata la ciliegina della serata. Un gruppo di vera musica country! Cugino, ti assicuro che i “cow boys” ci sapevano fare… mandolino e uculele elettrico suonati con grande virtuosismo e ritmo… non si riusciva proprio a stare fermi! Hanno fatto letteralmente scatenere il pubblico… tutti ballavano e il top è stato raggiunto quando una signora di 80 anni si è alzata dalla seggiola su cui era seduta ed ha iniziato a ballare come se fosse stata una ragazzina di 20 anni!
Cugino, la country music dal vivo e’ fantastica!!”
Diario Americano 3: La World Cup vista dalla Grande Mela
Non essendo il Kirgizistan qualificato, ero indeciso su chi tifare: USA, la patria che mi sta accogliendo ora, o Italia, patria di grandi gnocche? Ho optato per le gnocche, ma evidentemente anche i giocatori dell’Italia hanno fatto la stessa scelta. Peccato il Kirgizistan non si è qualificato, perchè se finivamo in girone con loro anche noi saremo riusciti a dargli 3-4 pappine.
Vicino a dove abito c’e’ un interessante pub americano, il Salty Dog (vedi foto). Un bel posto con 10-12 TV in cui puoi berti una buona birra di Brooklyn mentre guardi qualsiasi tipo di sport. Of course fanno vedere anche le partite della World Cup. Cosi ho deciso di mischiarmi con la popolazione locale, travestendomi da americano (pantaloncini, maglietta della salute e ciabatte) e andare a vivere l’emozionante partita USA-INGHILTERRA.
Devo dire che sono rimasto molto colpito dal calore e l’emozione e l’energia con cui gli americani supportano la loro nazionale. Il momento quasi commovente è stato quando l’arbitro ha ammonito un giocatore inglese: tutti gli americani iniziano ad esultare come se l’USA avesse segnato, abbracci, urla. Ma il bello è stato quando ad un certo punto un ragazzo di 120 kg vicino a me che aveva anche lui esultato alla grande si gira verso di me e mi chiede “Hey buddy, but what does the yellow card mean?!?”.
Diario Americano 1
Il cugino Sam è felicemente sbarcato a NY. Ecco la sua prima fotografia.
So che ha sempre un po’ la stessa faccia, ma che volete che vi dica? Il cugino Sam non è molto espansivo e convive con 2-3 espressioni facciali.
