Tutto questo per la precisione
Tassonomico, non nozionisticoArchivio per Emanuele Filiberto
Sanremo e l’étà dell’oro
Da che mondo è mondo gli uomini hanno sempre idealizzato il passato. La mitica “età dell’oro”, un tempo, più o meno lontano, in cui tutto era migliore.
Così pure Sanremo. Quest’anno l’esibizione del Pupo e del Principe ha scatenato, più del solito, polemiche e nostalgici. “Non è più il Festival di una volta”, “Il Festival è morto” e via dicendo.
Ma siamo proprio sicuri che si stava meglio quando si stava peggio?
Forse no. Ringrazio Casa Codiglio (via Camillo) che m’ha fatto riflettere con questo video dell’esibizione di tal Sibilla al Festival del 1983. Il ritornello, “Uru belev sameach”, è a dir poco raccapricciante.
Beh, non so voi, ma io mi tengo il Principe tutta la vita.
P.S. So che ve lo siete chiesti, per questo il vostro blogger preferito ha cercato una risposta. “Uru belev sameach” è ebraico e significa “Risvegliatevi con il cuore allegro”.
Vincitore morale
È lui il vincitore morale del Festival: il principe Emanuele Filiberto.
Già, perchè ha dimostrato a tutti (a chi non l’avesse ancora capito) quello che in realtà è diventato il Festival.
Grande principe!
