Tutto questo per la precisione

Tassonomico, non nozionistico

Archivio per pedofilia

Scandalo!

La Repubblichetta ci informa che “non accenna a finire lo scandalo sulla pedofilia che ha colpito la Chiesa”. Orpo! Quali nefandezze avrà scoperto la cartadacassettadelgatto?

Semplice: nel 2004 papa Ratzinger ha scritto la prefazione di un libro opera di  Scott Alcuin Reid, prete australiano. Il problema? Che Reid sarebbe stato sottoposto a sanzioni da parte della Chiesa australiana per “cattiva condotta sessuale”. Infatti Reid avrebbe “fatto ripetute e talvolta aggressive avance a seminaristi a Melbourne e all’estero”.

Inutile dire che non si capisce in che modo scrivere una prefazione di un libro abbia a che vedere con lo scandalo sulla pedofilia. Nè che si capisce dove sia il pedofilo dato che probabilmente i seminaristi in questione sono maggiorenni.

Nel frattempo il Corrierino ci fa sapere che è stata arrestata la moglie di Martin Anthony Smith, un “noto pedofilo” inglese, anche lui recentemente arrestato.

Credo che fra un po’ la Repubblichetta ci dirà che papa Ratzinger aveva scritto un’introduzione anche a un libro di Martin Anthony Smith.

Preti pedofili

Bell’intervento di Marcello Pera ieri sulle pagine del Corriere della Sera.

Qui il testo della lettera in formato pdf.

Giornalisti smemorati

S’è parlato in questi giorni del presunto caso di abusi nel coro diretto dal fratello di papa Ratzinger dal 1964 al 1994. Il Corriere riporta oggi del nuovo scandalo di abusi sessuali avvenuti nel corso degli anni ’70 nella scuola Odenwald nella cittadina tedesca di Heppenheim. Si apriranno ora inchieste e ci sarà chi chiederà processi. Io per adesso mi limito a fare un passo indietro e vi racconto alcuni fatti.

La Francia (e non solo) di quegli anni era percorsa da personaggi come Daniel Cohn-Bendit o Gabriel Matzneff che inneggiavano apertamente alla pedofilia (salvo poi, cambiato il vento, dichiarare in tempi più recenti che le loro era solo provocazioni verbali).

La stampa di sinistra sosteneva con forza le proposte deliranti di questi signori. Nel 1979 il quotidiano francese Libération definiva la pedofilia una cultura volta a spezzare la “tirannia borghese che fa dell’amante dei bambini  un mostra da leggenda.”

Sempre sulle pagine di Libération, e sempre nel 1979, si leggono lodi sperticate a Jacques Dugué (altro vate della pedofilia poi condannato per abusi su minori…) « per la sua franchezza in merito alla sodomia ». Cioè ? Ce lo spiega, sempre dalle colonne di Libération, Dugué stesso :

« Un bambino che ama un adulto sa benissimo che non può ancora dare, e capisce e accetta di ricevere. È un atto d’amore. È uno dei suoi modi d’amare e di provarlo. Questo fu il comportamento con me di alcuni ragazzi che sodomizzai. E poi, diciamo le cose così come succedono. Egli ama sentire nel suo corpo il membro virile di colui che l’ama, d’essere unito a lui dalla carne. Tutto ciò dà grandi soddisfazioni. Egli ha inoltre la soddisfazione d’essere gradevole a colui che lo sodomizza e gode con lui.”

Convengo che sia complicato stabilire le responsabilità di ognuno in quel decennio più che scellerato, e che quello della “responsabilità morale” sia un tema spinoso e difficile. Certo è che i giornali, almeno per il tanto invocato dovere di cronaca, in nome del quale non esitano a pubblicare ogni e qualsiasi intercettazione, potrebbero ricordare a chi non lo sa che questi pedofili non sono mostri solitari usciti dal nulla, ma i figli di tanti sessantottini spalleggiati e pubblicizzati da editori compiacenti, TV e giornali. Tutta gente che oggi nega in modo patetico o fa finta di non ricordare le proprie responsabilità.

Staremo a vedere nei prossimi giorni se a qualche giornalista la memoria tornerà.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.